Nella festa di san Benedetto, l’11 luglio 2026, il Ministro degli Affari Esteri ed Europei l’on. Tone Kajzer ha visitato il Pontificio Collegio Sloveno Slovenik a Roma, accompagnato dai suoi collaboratori e dai due ambasciatori sloveni. Il rettore rev. Franc Maršič SDB ha salutato i presenti e ha presentato i 65 anni di attività dello Slovenik – la cappella, la biblioteca con oltre 40.000 unità bibliografiche, la galleria con circa 150 opere d’arte, l’Accademia Teologica Slovena, nonché il sostegno ai missionari, ai pellegrini e agli emigrati sloveni. Pubblichiamo qui di seguito il discorso di benvenuto del rettore dello Slovenik.
Illustre Signor Ministro degli Affari Esteri ed Europei, Eccellenza, Dott. Tone Kajzer!
Sono molto felice di poterLa salutare oggi nella nostra casa slovena – e pontificia – a Roma. Poiché credo che tutti siamo inseriti nel grande mistero del disegno di Dio, che vuole condurre tutto il creato e ogni uomo alla pienezza dell’esistenza nella beatitudine e nella pace per tutta l’eternità, nella nostra vita tutte le possibilità sono aperte. Tutti siamo infatti parte del Suo continuo disegno di creazione e di redenzione. Perché lo sottolineo? Semplicemente per il fatto che siamo riuniti proprio oggi, quando nella Chiesa celebriamo la festa di san Benedetto, patrono d’Europa, che con la sua opera nel VI secolo, attraverso i suoi monasteri, ha promosso in tutta Europa la fioritura della spiritualità, della cultura, dello sviluppo economico, dell’ospitalità e della promozione della dignità umana. Tutto questo è più che mai attuale anche oggi, ma forse ci mancano forti centri spirituali e culturali.
Un secondo motivo lo vedo nel fatto che pochi giorni fa Lei, caro Signor Ministro, ha festeggiato un importante compleanno, e sono felice di poterLe augurare in questa occasione abbondanza di soddisfazione del cuore, felicità e successo nella Sua missione per il bene del popolo sloveno in tutto il mondo, ma soprattutto una salute robusta e l’abbondanza della benedizione di Dio.
La casa slovena a Roma – lo Slovenik, o, con il suo nome ufficiale, il Pontificio Collegio Sloveno – è l’unica istituzione di questo genere che la Slovenia e la Chiesa cattolica in Slovenia hanno nel centro della cristianità, a Roma. Si tratta di un’istituzione che è slovena e pontificia.
Lo Slovenik ha iniziato la sua attività in un tempo in cui l’appartenenza nazionale non era apprezzata, l’autonomia di pensiero non era accettata e non erano apprezzati nemmeno la parola slovena e i tesori del patrimonio culturale sloveno. Forse ancor più all’estero, dove molti Sloveni di quel tempo dovettero rifugiarsi. Un popolo senza cultura e senza una propria identità spirituale non può sussistere.
Il popolo sloveno – grazie a Dio – attraverso i secoli sussiste e offre il suo prezioso contributo alla famiglia dei popoli del mondo, soprattutto per la consapevolezza e l’impegno di singole persone e di istituzioni, tra le quali rientra senza dubbio anche la Chiesa cattolica. Forse noi stessi siamo troppo poco consapevoli della ricchezza del nostro popolo, della scienza, della cultura, dell’arte e della specificità spirituale di cui dobbiamo essere fieri, poiché siamo unici; gli altri ci apprezzano e ci ammirano molto più di quanto noi rispettiamo noi stessi.
Siamo lieti della Sua visita, Signor Ministro, in compagnia dei Suoi più stretti collaboratori e dei nostri due ambasciatori sloveni a Roma.
In queste parole di saluto desidero presentare brevemente il contenuto e il significato dello Slovenik nei suoi 65 anni di esistenza e di attività. Certamente lo Slovenik, con l’allora rettore mons. Maksimilijan Jezernik, ha avuto un ruolo molto importante durante il processo di indipendenza della Slovenia: l’allora Papa – oggi san Giovanni Paolo II – ha visitato questa istituzione poco meno di un mese prima del plebiscito per la sovranità e l’indipendenza della Slovenia e qui ha pregato per le necessità del popolo sloveno.
Il centro dell’istituzione dovrebbe essere – oltre alla cappella dedicata a Maria Ausiliatrice di Brezje – la biblioteca con il suo ricco fondo librario, poiché qui si sono raccolte le pubblicazioni slovene di tutti i Paesi del mondo in cui vivevano gli Sloveni. Il fondo librario comprende oltre 40.000 unità bibliografiche e va ordinato e, se possibile, anche digitalizzato. Nella nostra biblioteca abbiamo scoperto pubblicazioni che non possiede né la Biblioteca nazionale e universitaria (NUK) né la biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Lo Slovenik – questa casa slovena a Roma – è una Galleria vivente, poiché qui si trovano circa 150 opere d’arte di artisti sloveni della madrepatria, delle comunità slovene d’oltreconfine e dell’emigrazione. Con la Galleria Družina stiamo concordando la preparazione di almeno un opuscolo in cui presentare una parte di questa ricchezza. In futuro sarebbe possibile organizzare varie colonie artistiche con partecipazione internazionale.
Da decenni nello Slovenik opera l’Accademia Teologica Slovena, che in passato ha organizzato simposi scientifici monografici su personalità importanti del popolo sloveno, mentre per più di dieci anni ha svolto anche la formazione permanente teologico-pastorale di sacerdoti, catechisti e altri collaboratori pastorali provenienti dalla Slovenia.
Lo Slovenik offre sostegno ai missionari sloveni nel mondo e la logistica per l’annuale esposizione mondiale dei presepi in Vaticano, ed è sempre anche un punto di riferimento per gli Sloveni che vivono e operano a Roma. All’occorrenza garantiamo un alloggio di breve durata a scienziati, artisti, ricercatori, studenti e simili provenienti dalla Slovenia, quando vengono a Roma per una specializzazione post-dottorale o sono invitati come relatori presso qualche università pontificia.
Nello Slovenik si sentono a casa gli emigrati sloveni e numerosi gruppi di pellegrini, che in questo modo, con i loro contributi, garantiscono l’esistenza, la conservazione e il rinnovamento di questa istituzione. In futuro sarebbe molto gradito anche un sostegno istituzionale della Repubblica di Slovenia sotto forma di una donazione annuale, poiché l’istituzione va sistemata nel suo complesso e attrezzata per le esigenze moderne dei visitatori. Grazie a Dio, è soprattutto l’Arcidiocesi di Lubiana a sostenerci molto nell’impegno svolto finora.
Nella nostra casa abbiamo già ospitato vari gruppi di scuole elementari, di scuole secondarie superiori e di istituti universitari durante le loro escursioni e i loro progetti di ricerca. Abbiamo ospitato perfino un liceo di Berlino e un gruppo di 115 giovani neocatecumeni provenienti da New York.
In breve, si potrebbe dire che lo SLOVENIK è un’ambasciata della Slovenia e della Chiesa cattolica in Slovenia, poiché presso di noi risiedono sacerdoti studenti provenienti dall’Asia e dall’Africa e abbiamo contatti regolari con i loro vescovi e le loro conferenze episcopali.
Con grande soddisfazione desidero sottolineare la collaborazione molto costruttiva con entrambe le ambasciate della Repubblica di Slovenia, sia quella presso il Quirinale sia quella presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta. Sarebbe certamente molto gradita una collaborazione ancora maggiore anche a livello istituzionale. Nella maggior parte dei Paesi europei il rettore di un collegio nazionale come lo Slovenik è consulente esterno per gli affari ecclesiastici dell’Ambasciata presso la Santa Sede. Con l’impegno comune abbiamo già realizzato alcuni progetti di rilievo, come la celebrazione annuale dei santi Cirillo e Metodio, apostoli degli Slavi, a Roma, che nella nostra organizzazione ha visto la partecipazione di oltre 50 rappresentanze diplomatiche e di oltre 100 sacerdoti, professori e vescovi provenienti da vari Paesi del mondo. Di questo abbiamo parlato con entrambi gli ambasciatori e con tutti i vescovi sloveni in occasione della loro visita ufficiale in Vaticano nel gennaio di quest’anno.
All’incontro di aprile, organizzato dalla nostra Ambasciata presso la Repubblica Italiana, la senatrice di origine slovena, signora Tatjana Rojc, ha parlato delle istituzioni culturali e di ricerca che sono una sorta di sede distaccata dell’ambasciata. Penso che finora lo Slovenik abbia svolto in larga misura questa missione. Certamente vi sono molte possibilità anche per il futuro.
Cari ospiti, grazie per la Vostra pazienza. Benvenuti di cuore.
Al Signor Ministro ancora una volta le più sincere congratulazioni e i migliori auguri; al Signor Ambasciatore Matjaž Longar, al termine del suo mandato a Roma, un sincero ringraziamento per la vicinanza e la collaborazione.
Dio Vi benedica, stimati ospiti.